Per la prima volta al Vicenza Jazz, il sassofonista e flautista di Brooklyn, David Liebman.

Tra lezioni di piano a nove anni e sassofono a dodici, si appassiona sempre più al jazz, dopo aver visto esibizioni live di John Coltrane nei più importanti club di New York, come il Birdland, Village Vanguard e Half Note. 

Considerato seguace dello stile di Mobley, il suo interesse per questo genere si rafforza studiando con Joe Allard, Charles Lloyd e Lennie Tristano. Alla fine degli anni sessanta ed i primi degli anni settanta, suona col gruppo di Elvin Jones, Pee Wee Ellis, Pete La Roca, “Open Sky Trio”, “Ten Wheel Drive” (una delle prime jazz fusion band), Dave Holland e Steve Swallow.

Incide tre album con Miles Davis e poi parte per un tour mondiale con Chick Corea con il quale, incide due album per la “ECM Records”.

Dopo una parentesi di tre anni col “David Liebman Quintet” formato da John Scofield, Terumasa Hino e Kenny Kirkland, il sassofonista torna a suonare con il pianista Richard Beirach con il quale aveva già fatto parte del gruppo “Lookout Farm”. È con lui che crea la band “Quest”, inizialmente composta dal bassista George Mraz e dal batterista Al Foster, poi solidificata con Ron McClure e Billy Hart.

Dopo ventitre anni con il “Dave Liebman Group”, riesce ad aggraziarsi le nuove generazioni formando il gruppo “Expansions”.

Successivamente, l’artista diventa  presidente della “Free Life Communication” sotto la quale riunisce dozzine di musicisti e che diventa parte integrante del panorama jazzistico di New York.

Oltre ad esibirsi con i più grandi artisti del panorama jazz europeo e con le più importanti orchestre del mondo, contribuisce ai periodici “Saxophone Journal” e “International Association of Jazz Educators Journal”, scrive musica da camera, tiene masterclass annuali in diverse università, pubblica dvd didattici e numerosi libri, diventati ormai delle pietre miliari del settore.

È direttore artistico dell' “International Association of Schools of Jazz” (IASJ) e nel 2011 riceve il “NEA Jazz Masters alla National Endowment for the Arts”.